Il processo produttivo dei materiali compositi ricopre un ruolo chiave per la definizione delle caratteristiche meccaniche finali del materiale. Tra i metodi maggiormente diffusi e ingegnerizzati vi sono la pultrusione, cioè la realizzazione di un profilo estruso mediante una forza di tiro (“pull”) e la laminazione, un processo che consente di produrre laminati compositi di spessore massimo fino ad alcuni centimetri, con struttura molto complessa.
I profili compositi differiscono molto tra di loro in funzione del tipo di fibra e di matrice, nonché dalla disposizione dei singoli strati che lo compongono. Le caratteristiche meccaniche di un elemento fibrorinforzato dipendono dal tipo di matrice e di fibre utilizzate e dalla direzione nella quale avviene la sollecitazione. La determinazione delle proprietà dei laminati può essere eseguita a partire dalla conoscenza delle proprietà delle lamine che lo compongono.
Numerose ricerche hanno evidenziato che i fattori ambientali che possono influire sul degrado dei materiali compositi dipendono dal tipo di matrice e fibra utilizzati: umidità, alcalinità, temperatura, scorrimento, radiazione UV, fuoco. In generale le proprietà meccaniche dei compositi sono leggermente influenzabili dall’esposizione agli UV e l’entità del deterioramento dipende dal tipo di resina e dall’orientamento e concentrazione delle fibre.